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Josquin Desprez – Johan Sebastian Bach
LAUS DEO

Hours and date:
06/04/19-2019 at 8:30 PM
Place:
Chiesa dell'Immacolata Concezione Via Giambattista Belzoni, 71, 35131 Padova PD
Tickets:
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Rassegna Musicale: DIALOGHI

Amici della Musica di Padova

Programma

Esecutori

Concerto Vocale e Strumentale
LA STAGIONE ARMONICA

I parte

JOSQUIN DESPREZ (1450?-1521)
– Missa “Ave maris stella” a 4

II parte

JOHANN SEBASTIAN BACH (1685-1750)
– Mottetto “Komm, Jesu, komm” BWV 229
– Mottetto “Der Geist hilft unser Schwachheit auf” BWV226
– Mottetto “Lobet den Herrn, alle Heiden” BWV 230

Soprani
FEDERICA CAZZARO
STEFANIA CERUTTI
SHEILA RECH
SILVIA TOFFANO

Contralti
LAURA BRUGNERA
MARIA ILARIA COSMA
VIVIANA GIORGI
ALESSANDRA PERBELLINI

Organo
CARLO ROSSI

Direttore
SERGIO BALESTRACCI

 

* Bach – Mottetti

Tenori
MARCO FERRARI *
ALESSANDRO GARGIULO
MAURIZIO MINELLI *
STEFANO PALESE
CLAUDIO ZINUTTI

Bassi
STEFANO BIONI *
FILIPPO BORDIN
ALESSANDRO MAGAGNIN
ALESSANDRO PITTERI
NICOLA RAMPAZZO

La lode a Dio si esprime soprattutto nel canto liturgico. Nel programma sono presentati due esempi lontani nello stile e nel tempo, ma vicini per l’assoluta corrispondenza tra arte e fede che nei due autori proposti toccano altissimi vertici nella lunga tradizione della musica sacra. Josquin, forse il più grande tra i musicisti della scuola franco-fiamminga, realizza una grande chiarezza espressiva e un nuovo equilibrio tra testo e musica, partendo dalla tradizione quattrocentesca, talora astrusa, e inaugurando una nuova naturalezza nell’uso del contrappunto, in cui la tecnica non è mai d’ostacolo al libero fluire delle linee polifoniche; la sua opera sarà ammirata e adottata come punto di partenza da tutta la tradizione polifonica delle epoche successive. Josquin appartiene ad un ambiente cattolico, quasi un secolo prima del Concilio di Trento, ed elabora il suo nuovo linguaggio in una struttura tutt’altro che nuova, l’Ordinarium Missae in latino. A distanza di due secoli i mottetti di Bach realizzano quell’ideale aderenza tra musica e messaggio testuale, portando al massimo grado il linguaggio tradizionale del contrappunto. L’esecuzione dei mottetti nella tradizione luterana era lasciata alla cantoria, mentre i fedeli intervenivano cantando i corali, più facili da intonare. Dopo la riforma di Lutero anche i mottetti, come i corali, abbandonarono progressivamente il latino e furono composti sempre più spesso in tedesco, una tendenza ormai affermata al tempo di Bach.

Quest’anno cade il quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci, avvenuta il 2 maggio 1519 ad Amboise, in Francia: la prima parte del programma ci riporta alla sua epoca. Dopo gli inizi fiorentini, Leonardo fu attivo a Milano tra il 1482 e il 1500, alla corte di Ludovico il Moro: a questo periodo risalgono molti dei capolavori, tra i quali, ad esempio, la prima versione della “Vergine delle rocce”, “L’ultima cena” in Santa Maria delle Grazie a Milano, e il “Ritratto di musico”, oggi alla Pinacoteca Ambrosiana, nel quale molti in passato hanno creduto di riconoscere Franchino Gaffurio, maestro di cappella al Duomo di Milano, mentre oggi alcuni studiosi tendono a identificare in quel ritratto Josquin Desprez. Dopo un periodo errabondo in cui Leonardo fu a Firenze, Mantova, Venezia, Roma, attivo non solo come pittore (nel 1502 fu architetto e ingegnere militare di Cesare Borgia), ritornò a Milano nel 1508, e dopo un soggiorno romano partì per la Francia nel 1517 sotto la protezione di Francesco I. Josquin dovette incontrare Leonardo a Milano, dove anche il musicista, poco più che trentenne entrò al servizio degli Sforza, anch’egli sotto la protezione di Lodovico il Moro. Pur rappresentativa del tempo e dell’arte di Josquin, la Missa Ave maris stella fu probabilmente realizzata durante il soggiorno romano, tra il 1489 e il 1494, utilizzando il famoso inno mariano sia come spunto tematico delle voci, sia come canto fermo. Di questa messa possediamo numerose fonti manoscritte, a partire dal 1492, e a stampa, dal 1505, fino al ‘500 inoltrato, a testimonianza della fama di cui questa composizione godette per la genialità della struttura contrappuntistica.

La Stagione Armonica da diversi anni si dedica all’interpretazione dei mottetti di Johann Sebastian Bach, certamente tra le più belle composizioni di quest’autore, ma anche tra le più difficili.  Il mottetto Komm, Jesu, komm!, BWV 229, fu scritto probabilmente per la funzione commemorativa di Maria Elisabeth Schelle, nel marzo 1730. Dopo una prima parte di carattere introduttivo, in stile omofonico, seguono due episodi: il primo, in stile contrappuntistico, dal tema dolorosamente dissonante sulle parole der saure Weg, l’altro, più consolatorio, in stile antifonale, sulle parole Du bist der rechte Weg. La conclusione è affidata ad un’aria (di fatto un corale armonizzato a quattro voci) su un inno di Paul  Tymich, con i due cori unisoni. Il mottetto Der Geist hilft unser Schwachheit auf, BWV 226, fu scritto nell’ottobre 1729 per le esequie di Johann Heinrich Ernesti, che per ben 45 anni era stato rettore della Thomasschule di Lipsia, l’istituzione nella quale Bach ricopriva il ruolo di Kantor. Di questo mottetto si ha anche una versione con un raddoppio strumentale dei due cori, probabile aggiunta posteriore di Philipp Emnuel Bach. Si compone di tre sezioni: la prima vede i due cori svolgere una imitazione a canone; la misura ternaria dell’inizio muta quindi  in binaria sulle parole sondern der Geist. La seconda è costituita da una fuga a quattro voci sulle parole Der aber die Herzen, mentre la terza, conclusiva, è rappresentata da un breve, semplice corale su testo di Lutero, Du heilige Brunst. Infine Il mottetto Lobet den Herrn, alle Heiden, BWV 230 è arrivato fino a noi solo in una edizione a stampa ottocentesca. Si apre con un fugato su un tema gioioso, ascendente, al quale segue un altro su un nuovo tema. Una sezione centrale si presenta in stile più omofonico, mentre la fine è di nuovo una pagina contrappuntistica sull’ Alleluja.

Sergio Balestracci

Missa pro defunctis 7 v. (Excerpt) Ahi que dolor (excpert)