Alessandro Scarlatti
Responsori della Settimana Santa

Hours and date:
14/04/19-2019 at 6:00 PM
Place:
Castello Reale di Varsavia
Sala delle Grandi Assemblee
plac Zamkowy 4, 00-277 Warszawa, Polonia
Tickets:
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Amici della Musica di Padova

Programma

Esecutori

Concerto Vocale e Strumentale
LA STAGIONE ARMONICA

I parte

Responsorium Tenebrae factae sunt

Toccata per organo

Motectus Ad Dominum cum tribularer clamavi

Responsorium Tradiderunt me

Responsorium Jesum tradidit impius

Responsorium Caligaverunt

Fuga in re minore per organo

Responsorium Sicut ovis

Responsorium Jerusalem, surge

Responsorium Plange quasi virgo

Fuga in do maggiore per organo

Motectus Exurge Domine

II parte

Toccata per organo

Motectus Intellige clamorem meum

Responsorium  Recessit pastor noster

Responsorium O vos omnes

Responsorium Ecce quomodo moritur iustus

Fuga del II Tono per organo

Responsorium Astiterunt reges

Responsorium Aestimatus sum

Responsorium  Sepulto Domino

Fuga del III Tono per organo

Graduale Miserere

Soprani
FEDERICA CAZZARO
STEFANIA CERUTTI
SARA PEGORARO
SILVIA TOFFANO *

Contralti
LAURA BRUGNERA MURARO *
MARIA ILARIA COSMA
VIVIANA GIORGI
MARINA MEO

Organo
CARLO ROSSI

Direttore
SERGIO BALESTRACCI

 

*   versus

**  Jesus

Tenori
DAVID BARRIOS **
MICHELE DA ROS *
ALESSANDRO GARGIULO
STEFANO PALESE

Bassi
MATTEO BELLOTTO *
FILIPPO BORDIN
ALESSANDRO MAGAGNIN
ALESSANDRO PITTERI

I responsori della Settimana Santa, nella loro codificazione tridentina, facevano parte dell’Ufficio delle tenebre, una complessa liturgia propria del giovedì, del venerdì e del sabato prima di Pasqua, che anticamente si svolgeva nelle prime ore dopo la mezzanotte e fu poi anticipato per maggior praticità alle sere del mercoledì, del giovedì e del Venerdì Santo. La denominazione di Ufficio delle Tenebre faceva riferimento sia al momento del giorno in cui tale ufficio si svolgeva, sia alle tenebre dello spirito per la passione e la morte di Cristo.

La liturgia prevedeva una serie di elementi di tipo drammatico e rappresentativo. Veniva utilizzato un candeliere particolare chiamato saetta, su cui venivano poste quindici candele; ognuna di queste veniva spenta dopo ogni salmo, mentre la quindicesima, dopo il canto del Benedictus, non veniva spenta, ma veniva portata accesa dietro l’altare, lasciando la chiesa nell’oscurità, ad indicare il dolore universale per la passione e la morte di Cristo. A quel punto l’officiante batteva per terra con un bastone e i fedeli entravano nella rappresentazione facendo anch’essi strepiti e dando origine al cosiddetto “terremoto”.

I responsori, i salmi e alcune lezioni venivano intonati in canto fermo, mentre altre parti erano recitate; le parti cantate in canto gregoriano offrirono l’ispirazione a diversi compositori per nuove intonazioni polifoniche soprattutto dal cinque al Settecento, anche se non mancano esempi di queste composizioni in altre epoche.

L’unica copia dei responsori della Settimana Santa attribuiti a Scarlatti è contenuta nel famoso manoscritto 443 dell’Accademia Filarmonica di Bologna in cui sono rilegati insieme ai responsori anche alcune lamentazioni e undici mottetti riuniti nella generale dicitura di “Mottetti per la Quaresima”.

In questo programma viene seguito il percorso della Passione, partendo dal tradimento di Giuda fino alla morte di Cristo: dal settimo responsorio del Venerdì Santo (Tradiderunt me) al compimento del sacrificio (Sepulto Domino). I brani d’organo danno spazio alla narrazione e alla riflessione, richiamata in particolare dai mottetti a voci sole.

Sergio Balestracci

Missa pro defunctis 7 v. (Excerpt) Ahi que dolor (excpert)